Servizio civile: interrogazione parlamentare sui volontari all’estero

di Gianfranco Mingione

Il Sottosegretario agli Affari Esteri, senatore Alfredo Mantica, ha risposto all’interrogazione parlamentare scritta presentata a settembre 2010 dai deputati Zacchera e Carlucci (PdL), inerente le problematiche relative allo status dei giovani volontari all’estero. (Gianfranco Mingione)

montecitorio

L’interrogazione presentata lo scorso settembre dai deputati Gabriella Carlucci e Marco Zacchera, rispettivamente primo firmatario e cofirmatario dell’interrogazione scritta (n. 4-08577), era volta a conoscere quali iniziative avesse intrapreso il Ministero “per favorire il riconoscimento all'estero di questo tipo di situazione, evitando quindi che molti, troppi giovani, debbano prestare tale opera con visti inadatti (spesso anche turistici).
La premessa del testo partiva dalla constatazione che oggi giorno, “nel mondo operano molti giovani italiani come volontari” e sebbene lo status di questi sia definito dalla nostra legislazione “all’estero spesso è difficile dimostrare tale status soprattutto quando sia l'Ufficio nazionale per il servizio civile che l'ente che invia il volontario non assistono né forniscono aiuto e assistenza” (n. 4-08577).

La risposta, che arriva in data 15 febbraio 2011, è affidata al Sottosegretario agli Affari Esteri, senatore Alfredo Mantica. Nel testo si legge che “la cooperazione italiana contempla, all'articolo 31 della legge n. 49 del 1987, la categoria di volontario in servizio civile per quei «cittadini che abbiano stipulato, con una organizzazione non governativa (Ong) riconosciuta idonea ai sensi della citata legge, un contratto di cooperazione della durata di almeno due anni, con il quale si siano impegnati a svolgere attività di lavoro autonomo di cooperazione nei paesi in via di sviluppo (Pvs), nell'ambito di programmi finanziati dal Ministero degli esteri o da un organismo internazionale di cui l'Italia faccia parte” (n. 4-08577).
Mantica ricorda poi che tale qualifica “comporta il diritto alla copertura previdenziale ed assicurativa”  e che per “tale specifica categoria questo ministero già promuove l'inserimento di clausole di facilitazione per il rilascio dei relativi visti”.

Forse 5 mesi sono un pò troppi per riportare una risposta del genere che non tiene conto dei diversi problemi avuti dai volontari all’estero per il rilascio del visto.  Oltre a ricordare la disciplina vigente andava forse compreso l’incipit dell’interrogazione Carlucci-Zacchera. Gli eventi nei paesi del Nord Africa insegnano che non si è mai al sicuro, soprattutto in molti luoghi, in cui oggi operano i giovani volontari italiani: dal 2001 al 2009, secondo i dati dell'Unsc, i volontari avviati in progetti all'estero sono stati 2.929. Nell'ultimo anno censito, il 2009, "sono stati avviati 499 volontari di SCN in 75 differenti Paesi esteri, che nello specifico svolgono la propria attività in Africa (154), America(206), in Asia(34), in Europa (104), in Australia (Oceania) (1), impegnati in attività che riguardano assistenza, promozione culturale, cooperazione ai sensi della legge 49/1987, interventi post-conflitto, ambiente" (Fonte Unsc).

Approfondimenti

Il servizio civile all'estero

Ministero degli esteri-Urp

Antenne di pace

(foto: confestica.it)